Algida & Friends

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Algida & Friends

Divertimento, musica e solidarietà, al gusto di un buon gelato: è il connubio perfetto per dare avvio al nuovo anno e per ricordarsi sempre che la felicità è vera solo se condivisa. È da queste basi che prende vita “Algida & Friends”, un evento di beneficenza a sostegno dell’inclusione scolastica e del benessere dei bambini ospedalizzati, realizzato da Algida in collaborazione con il Cottolengo – Piccola Casa della Divina Provvidenza – e con la Fondazione FORMA Ospedale Infantile Regina Margherita.

L’evento si terrà il prossimo 29 gennaio a partire dalle 17 al Pala Alpitour di Torino e sarà possibile partecipare scaricando gratuitamente il biglietto su eventbrite.it dove se lo si desidera si può fare una donazione a sostegno dei progetti.

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L’evento ha lo scopo di raccogliere fondi a sostegno del progetto “Un salvadanaio per la Scuola Cottolengo”, nato per supportare il diritto allo studio di un numero sempre crescente di bambini con difficoltà socio-economiche o di salute e per favorire una migliore integrazione delle loro famiglie nella comunità in cui vivono. Oltre a questo, l’evento sosterrà FORMA – Fondazione Ospedale Infantile Regina Margherita Onlus, attraverso uno speciale allestimento nel reparto di Pediatria, finalizzato a creare un ambiente più allegro, colorato e “a misura di bambino”.

Special guest dell’evento saranno Benji e Fede, che si esibiranno sul palco del Pala Alpitour per animare questo momento unico di divertimento e solidarietà.

Prendi il biglietto su EventBrite

Il progetto “Un salvadanaio per la Scuola Cottolengo”

Premessa
Da sempre caratteristica della Piccola Casa della Divina Provvidenza, nonché della scuola Cottolengo è l’attenzione per le persone in difficoltà. La scuola Cottolengo nasce per accogliere prima di tutto i più bisognosi. Educazione, buonsenso e sereno distacco atto al bene dei propri ragazzi e non all’affermazione del proprio orgoglio sono piano di lavoro imprescindibile con chi, donando la sua vita gratuitamente a questa Opera, porta il ‘Caritas Christi Urget Nos!’ come risposta alle tante problematiche della società moderna. Nella Scuola Cottolengo di Torino è particolarmente intenso l’impegno per accogliere l’elevato numero di alunni, considerando le specificità e le abilità di ciascuno di loro. In particolare, la Scuola accoglie 10 classi della primaria (248 alunni) e 6 classi della secondaria di primo grado (143 alunni), per un totale di 16 classi con 391 alunni nell’anno scolastico 2018-19. Nell’ultimo anno sono ulteriormente aumentati gli alunni stranieri, pari a 112 rispetto ai 102 dell’a.s. precedente. La loro incidenza complessiva passa, dunque, dal 27% al 28,6% degli iscritti, a riprova della piena rispondenza del Cottolengo alle esigenze del territorio in cui opera, essendo insediata in un quartiere a forte presenza di immigrati. Particolarmente elevata e crescente è l’incidenza degli alunni con difficoltà di diverso tipo, che nell’a.s. 2018-19 sono complessivamente 83, ovvero il 21,2% della scolaresca, rispetto ai 75 del precedente a.s., che incidevano per il 20% sul totale. Ciò determina anche la composizione del corpo docente e la tipologia di attività extra-didattiche de-finite nella Scuola di Torino, su cui ci si sofferma in seguito. Ci limitiamo qui a ricordare che, al fine di assicurare un ambiente familiare che aiuti ad affrontare con serenità gli impegni, gli alunni più fragili sono accompagnati, secondo le loro necessità, anche da insegnanti di sostegno e assistenti vari, alcuni messi a disposizione dai Comuni o dall’Asl e, la maggior parte, a carico della Piccola Casa. Alla previsione di un supporto psicologico per insegnanti e alunni, si affiancano servizi di assistenza nell’ambito della logopedia e della fisioterapia. Guardando la composizione degli alunni iscritti nell’a.s. 2018-19, possiamo osservare che sono ben 40 gli alunni con disabilità certificata (10,2% del totale), 30 quelli con disturbi evolutivi specifici (BES) (7,7% del totale) e 13 gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) (3,3% del totale). In tutti questi casi si rende necessaria la definizione di un percorso didattico adeguato alle specifiche esigenze degli alunni, a cui la Piccola Casa presta estrema attenzione, anche al di là dei limiti posti dalla normativa, al fine di dare una risposta quanto più possibile efficace agli alunni e alle loro famiglie. In particolare, per gli alunni con una certificazione medico-legale di disabilità (certificato H) la normativa prevede l’assegnazione di un insegnante di sostegno e la definizione di un piano educativo individuale (PEI). I bisogni educativi specifici (BES) non costituiscono una categoria diagnostica, ma individuano difficoltà pedagogiche, che possono essere determinate da motivazioni di natura fisica, biologica, fisiologica, sociale o psicologica. Nei BES, dunque, possono essere ricompresi alunni con esigenze estremamente variegate ed eterogenee; in questo tipo di bisogni possono rientrare, ad esempio, quelli derivanti da una fragilità sociale e culturale, i disturbi di apprendimento e i disturbi evolutivi specifici, le difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. In base alla normativa, solo in alcuni casi queste esigenze possono essere affrontate con un piano didattico specifico. Gli alunni con disturbi specifici nell’apprendimento (DSA) rientrano in una categoria diagnostica che viene certificata dal SSN e, in base a quanto previsto dalla normativa, devono essere seguiti sulla base di un piano didattico personalizzato (PDP); questi alunni, pur dotati di normali capacità cognitive, presentano una difficoltà specifica di apprendimento nella lettura e/o nella scrittura e/o nel calcolo (dislessia, disgrafia, discalculia), che richiede la definizione di misure compensative e dispensative nell’ambito didattico.
Localizzazione
SCUOLA PARITARIA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO “COTTOLENGO”, Via San G. Cottolengo 14 10152 Torino (TO). 3
Obiettivi
1) Accogliere e rispettare i bambini e la loro storia, accompagnandoli per un periodo della loro vita alla scoperta della realtà che li circonda, facendo, all’interno di questa realtà, esperienza di sé in azione. 2) Cura e rispetto delle differenze sia nel campo della disabilità che in ambito sociale, religioso ed economico, favorendo il Sistema Inclusivo del programma didattico. 3) Sostegno del personale docente della Scuola di Torino, dedicato alle persone in situazioni di fragilità, poiché si possa mantenere l’attuale percentuale dedicata al sostegno rispetto, non solo alla media Regionale, ma Nazionale.

La Piccola Casa pronta ad accogliere Giovannino

La Piccola Casa si dichiara disponibile ad accogliere Giovannino, un bambino nato con una  malattia rara che attualmente vive presso l’Ospedale Sant’Anna di Torino. Tutto il personale da tempo sogna per lui una vera casa dove possa sentirsi accolto e protetto. Qui di seguito pubblichiamo la lettera con cui Padre Carmine Arice, rivolgendosi  direttamente al piccolo Giovannino, offre la possibilità di esaudire il sogno di una casa anche per lui.

Caro Giovannino,

quando questa mattina abbiamo letto la tua storia, così breve ma già così importante, ci è venuto subito nel cuore il desiderio di accoglierti tra noi. Sai, don Giuseppe Cottolengo ha voluto una casa proprio per quanti fanno fatica a trovarne una perché la loro situazione di vita o di salute era particolarmente difficile. E così vogliamo continuare a fare anche noi.

Sai, alcuni pensano ancora a casa nostra come un luogo dove abita gente che è bene non mostrare in giro, o che è segregata  chissà in che modo. In realtà, sempre di più la Piccola Casa che, se sarà necessario, è disposta ad essere la tua casa, sta modulando risposte diverse a domande diverse. C’è chi ha bisogno di una struttura sanitaria, chi ha bisogno di una casa di cura o di assistenza perché non autosufficiente, chi di una scuola, chi di una casa famiglia, chi di una comunità di accoglienza …!

Anche per te, caro Giovannino, vorremmo pensare un’accoglienza degna del valore infinito della tua esistenza, con tutto ciò che sarà necessario e nelle modalità che richiede una situazione così particolare come la tua: insomma una casa con persone che ti vogliono bene e si prendono cura di te fino a quando sarà necessario.

Se poi ci sarà una famiglia, con un papà e una mamma che vorranno essere tuoi genitori, saremo contenti di affidarti a loro. Quello che ci preme dirti ora, e che questa mattina con Madre Elda e Fratel Giuseppe abbiamo subito pensato, è che tu una casa ce l’hai: la nostra casa è la tua casa! E siamo certi che la Divina Provvidenza, in sinergia con le istituzioni che vorranno aiutarci, non mancherà di dare tutto il necessario.

Ti abbracciamo con tutto il cuore.

A nome di tutta la Piccola Casa della Divina Provvidenza

                                                                                                              Padre Carmine Arice

(Padre generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza)

Raccolta alimentare, donati 3.925 chili di alimenti

Cresce la risposta dei torinesi alla Raccolta alimentare solidale promossa dalla Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo) e dall’Arsenale della Pace del Sermig.

Sabato 19 ottobre presso i supermercati «Il Gigante» di corso Marche e via Cigna e «Lidl» di via Bologna sono stati raccolti 3.925 chilogrammi di alimenti a lunga conservazione e prodotti per l’infanzia che saranno destinati a persone e famiglie in difficoltà che ogni giorno bussano alle porte della Piccola Casa e del Sermig. Rispetto alla precedente raccolta si è registrato un aumento del 30% di cibo donato.

Numerosi volontari del Cottolengo e i giovani dell’Arsenale della Pace hanno allestito i banchetti e prestato servizio lungo tutta la giornata di sabato scorso.

«I poveri di Torino», sottolinea don Giovanni Morero, vice padre della Piccola Casa della Divina Provvidenza, «ringraziano tutti coloro che hanno risposto all’invito di Gesù: ‘avevo fame e mi avete dato da mangiare … Quello che avrete fatto al più piccolo dei miei fratelli lo avete fatto a me’ (Mt 25)». La Piccola Casa e il Sermig ringraziano i Direttori dei supermercati coinvolti e tutti coloro che hanno contribuito al buon esito dell’iniziativa di solidarietà.

Congresso di endourologia

Nel corso di questa settimana (22-24 maggio 2019) Torino ospiterà la XVIII edizione del Congresso della Società Italiana di Endourologia (IEA) presso il Centro Convegni dell’Unione Industriale.

foto_UROLOGIAL’organizzazione è stata condivisa tra l’Ospedale Universitario di Orbassano (Torino) e l’Ospedale Cottolengo di Torino, e prevede oltre 20 chirurgie in diretta, sia robotiche/laparoscopiche trasmesse dalle sale operatorie dell’Urologia diretta dal professor F. Porpiglia, sia endourologiche trasmesse da quelle dell’Urologia diretta dal dottor C.M. Scoffone, con l’aggiunta di interventi trasmessi da remoto e pre-registrati. Il tutto per consentire la dimostrazione degli approcci miniinvasivi più innovativi, eseguiti da chirurghi di grande esperienza clinica, tecnica e tecnologica, e dotati di essenziali capacità didattiche, al fine di condividere il progresso con tutti i partecipanti. Il congresso vedrà riuniti numerosi urologi italiani e stranieri, che saranno inoltre coinvolti in tavole rotonde e dibattiti su argomenti “sulla cresta dell’onda”, con la possibilità di arricchire le conoscenze puramente scientifiche con suggerimenti e trucchi pratici da mettere in atto nella attività quotidiana di diagnosi e cura delle svariate patologie oncologiche e benigne.

Leggi il programma

Cos’è il 5 per mille?

Il 5 per mille è una misura fiscale simile all’8 per mille che consente di destinare una parte del proprio IRPEF a favore del mondo noto come “terzo settore”, che comprende attività di volontariato, assistenza, promozione sociale, ricerca scientifica e universitaria, attività sportive, a patto che non siano a fini di lucro. Si tratta di una scelta volontaria che consente di sostenere le attività che più stanno a cuore indirizzando una parte dell’IRPEF già dovuto. Non si tratta di una donazione, di conseguenza non sono applicabili le agevolazioni fiscali relative, ma allo stesso tempo non comporta alcun onere aggiuntivo, dato che riguarda il 5 per mille dell’IRPEF che deve in ogni caso essere versato.

Mentre si compila la dichiarazione dei redditi, che sia il modello Redditi Persone Fisiche o il modello 730 o semplicemente il modello CU, si potrà compilare un allegato con sei riquadri in cui indicare il codice fiscale della Piccola Casa della Divina Provvidenza (01538340017) e lo spazio in cui apporre la firma. Se manca il codice fiscale o la firma viene considerata nulla l’intenzione, e lo Stato non eroga il 5 per mille, trattenendoselo. È quindi importante inserire sia il codice fiscale sia la firma per poter devolvere il 5 per mille al Cottolengo.

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Scarica il 730 precompilato

Ci sono differenze fra 5 per mille e 8 per mille?

Il funzionamento è estremamente simile, ma le finalità delle due misure fiscali è diverso. L’8 per mille viene versato a favore di una confessione religiosa a scelta del contribuente, oppure allo Stato. La scelta può essere operata tra Stato, Chiesa Cattolica, Chiesa Avventista del settimo giorno, Assemblee di Dio in Italia, Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Luterana in Italia, Comunità Ebraiche Italiane, Unione Buddhista, Unione Induista, Chiesa Apostolica, Diocesi Ortodossa Italiana, Unione Cristiana Evangelica Battista. Sulla base delle firme ottenute viene erogato il reddito alle varie confessioni religiose. È possibile versare sia il 5 per mille sia l’8 per mille, di conseguenza è possibile sostenere le attività del Cottolengo e di una confessione religiosa senza alcun problema.

Qual è il codice fiscale del Cottolengo?

Il codice fiscale del Cottolengo è 0153830017

Quando nasce il 5 per mille?

Il 5 per mille viene istituito nel 2006 con la legge finanziaria di quell’anno, per poter garantire un sostentamento, attraverso la destinazione di una quota di IRPEF, alle organizzazioni no profit, alle attività di ricerca scientifica e sanitaria e alle attività socialmente utili svolte dai Comuni. Nel 2009 è stata introdotta la possibilità di finanziare le associazioni sportive dilettantistiche e l’anno successivo il tetto massimo erogabile, fissato nel 2007 a 250 milioni di euro, è stato innalzato a 400 milioni. Nel 2011 fra le finalità sono state inserite le attività di tutela e rivalutazione dei beni culturali e paesaggistici. Dal 2014 la misura è stata resa definitiva, evitando di doverla reinserire ogni anno nella legge finanziaria, innalzando nello stesso il tetto a massimo 500 milioni erogabili. Dal 2008 vige l’obbligo di stilare, entro un anno dall’incasso, un rendiconto che illustri dettagliatamente come sono state utilizzate le somme ricevute.

A chi è possibile destinare il 5 per mille?

È possibile donare il 5 per mille, oltre che alla Piccola Casa della Divina Provvidenza, a enti delle seguenti categorie:

  • Enti e organizzazioni di volontariato, che comprendono le ONLUS, cioè Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, le cooperative sociali e i consorzi di cooperative sociali, le ONG, gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti o accordi, le associazioni di promozione sociale, le associazioni e fondazioni di diritto privato operative nell’assistenza socio-sanitaria, nella formazione, nella beneficenza, nella tutela del patrimonio storico-artistico.
  • Enti della ricerca scientifica e dell’università.
  • Enti della ricerca sanitaria.
  • Attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente.
  • Associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni.
Scopri come versare il 5 per mille

Testamento Solidale

Fare del bene è possibile, sempre. Anche in punto di morte, grazie al testamento solidale. Con testamento solidale si intende l’inserimento in qualità di erede o di legatario la Piccola Casa della Divina Provvidenza, in modo da sostenerne le attività. Un testamento solidale consente di prendersi cura dei malati, di finanziare le attività che la Piccola Casa da sempre svolge a favore degli ultimi, sia sociali sia formative, promuovendo l’inclusione e l’integrazione di quelli che la società comune considera ultimi.

Secondo quanto si trova nella legislazione italiana, il testamento è l’atto con cui una persona, nota come testatore, sceglie come saranno suddivisi i propri averi dopo che avrà cessato di vivere. Un testamento deve riportare in maniera chiara ed evidente la persona o l’ente a cui si vuole lasciare dei beni o delle somme economiche, nelle forme riconosciute dalla legge (testamento olografo, pubblico o segreto) ed è revocabile e modificabile dal testatore in qualunque momento. È legalmente valida la versione più recente di testamento, che annulla le precedenti.

Grazie al testamento solidale è possibile lasciare un segno della propria presenza e della propria generosità anche quando non ci si sarà più. Non sono necessari ingenti patrimoni per sostenere il lavoro della Piccola Casa della Divina Provvidenza, dato che anche un piccolo contributo può fare la differenza. Si tratta di un atto di consapevolezza e generosità che nulla toglie ai propri eredi e arricchisce il proprio testamento di ideali come la solidarietà e il senso di eguaglianza.

Cosa si può lasciare tramite testamento solidale alla Piccola Cada della Divina Provvidenza

  • una somma di denaro, azioni, titoli d’investimento;
  • un bene mobile, come un’opera d’arte, un gioiello o anche un arredo;
  • un bene immobile, come un appartamento;
  • una polizza vita indicando la Piccola casa come beneficiaria.

Un testamento è un atto di tutela sia verso se stessi, sia verso i propri familiari, dato che permette di disporre, rispettando le prescrizioni di legge, dei propri beni o di parte di essi in maniera chiara e inequivocabile. Il testamento olografo e il testamento pubblico sono le tipologie più diffuse. Con testamento olografo si intende il testamento redatto direttamente dal testatore. Un testamento olografo è valido quando è datato, firmato e, scritto a mano nella sua interezza dal testatore. Non può essere scritto da una persona diversa dal testatore sotto dettatura. Può essere conservato sia dallo stesso testatore sia da un notaio. Il testamento pubblico è redatto da un notaio, che raccoglie e mette per iscritto le volontà del testatore. Viene conservato dal notaio finché è in attività, successivamente presso l’Archivio Notarile. Al momento della morte del testatore, il notaio è tenuto a comunicarne l’esistenza agli eredi e ai legatari, provvedendone anche alla pubblicazione.

Il testamento è legalmente revocabile in qualunque momento da parte del testatore stesso, redigendone uno nuovo in una forma riconosciuta dalla legge, avendo cura di inserire una formula come “Revoco ogni mia precedente disposizione testamentaria”. Un testamento solidale non va ad intaccare la parte nota come “legittima” e riservata dalla legge ai soggetti noti come legittimari: il coniuge, i discendenti legittimi e naturali, gli ascendenti legittimi. In assenza di testamento, il patrimonio viene devoluto ai parenti a partire da quelli più vicini al defunto (figli e coniuge), fino a quelli più lontani sino al sesto grado di parentela. Nel caso in cui non vi siano parenti entro il sesto grado e non vi sia una disposizione testamentaria, l’eredità sarà incamerata dallo Stato.

Scopri come rendere il tuo testamento solidale

Con I Miei Occhi arriva a Cuneo

La Piccola Casa  di Cuneo vuole riproporre alla sua città la mostra “Con i miei occhi” realizzata a Torino il mese di novembre dello scorso anno.

Vogliamo offrire ai cittadini di Cuneo un’opportunità imperdibile per “vedere il mondo” attraverso queste prospettive, che mettono in luce emozioni, percezioni, sentimenti e realtà particolari.

La Piccola Casa  di Cuneo ricorda:

  • i 120 anni da quando, come piccolo seme, ha avuto inizio la casa Cottolengo di Cuneo. Tra le notizie storiche si legge: “Per interessamento di Don Peano, le Suore del Cottolengo nel dicembre 1899 aprirono, una modesta casa offerta da Comm. Toselli, per l’accoglienza di ragazze fragili”.
  • i 10 anni dell’inaugurazione della attuale Casa, marzo 2009.

Il messaggio lanciato dalle opere d’arte che saranno esposte è che: “un’altra vita è possibile; la solitudine può essere affrontata; l’essere e il vivere “apparentemente” da persone diverse è una ricchezza ed i sentimenti, le emozioni, l’intelligenza possono essere espressi anche in un modo speciale!”.

La mostra si terrò a Cuneo a:  Palazzo Santa Croce – Via Santa Croce, 6 – Cuneo

dal 16 al 31 marzo prossimo.

Precederà la mostra una conferenza stampa che si terrà lunedì 11 marzo.

“Tutela della salute: un diritto ancora esigibile?

Ascolta l’audio del Convegno “Tutela della salute: un diritto ancora esigibile?” alla Piccola Casa di lunedì 18 febbraio in occasione dei 40 anni della riforma sanitaria. Durante il convegno il padre generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza, don Carmine Arice, ha dichiarato: «tre sono i nodi fondamentali della sanità oggi: quello culturale che deve contrastare la cultura dello scarto che vuole emarginare il più debole; quello economico della povertà per cause sanitarie; quello della giustizia, che deve essere per noi cattolici principio intrinseco della stessa carità». Tre elementi che richiedono una condizione indispensabile: «l’esistenza di un Servizio sanitario nazionale e il contrasto alla visione che relega i bisognosi a esistenze non più degne di essere vissute»

Con i miei occhi / Mostra

APERTURA MOSTRA
14 NOVEMBRE – 25 NOVEMBRE 2018
10:00 / 18:00
presso la sala mostre del Palazzo della Regione
P.zza Castello 165, Torino
INGRESSO GRATUITO
LABORATORI SU PRENOTAZIONE
MAR – GIO – SAB – DOM
10:00 – 12:00 / 15:00 – 18:00

Ventiquattro case cottolenghine da tutta Italia si sono messe all’opera e hanno prodotto disegni, dipinti su tela, poesie, video, foto esprimendo il proprio sguardo su una vita che per molti appare «diversa, triste o ingiusta» rivelandone invece autenticità, bellezza, semplicità e trasmettendo gioia ed entusiasmo. «La mostra è dunque l’espressione di un ambiente accogliente», sottolinea il padre generale don Carmine Arice, «dove si vivono relazioni significative e in cui la sensibilità di persone anche molto deboli e fragili può manifestare tutta la sua potenzialità fino ad esprimersi nei diversi linguaggi dell’umano».

Per saperne di più

In India si festeggiano le Case cottolenghine

In India si festeggiano le Case cottolenghine

I 40 anni della Casa Cottolengo di Kochi

A Kochi la comunità cottolenghina ha festeggiato i 40 anni della Piccola Casa, fondata dalle prime sorelle indiane insieme a due sorelle italiane.

Ai festeggiamenti per l’anniversario erano presenti Padre Carmine Arice, vice Padre Giovanni Morero, fratel Marco Rizzonato e la provinciale dell’India suor Francesca Panakaparambil.

Insieme a loro hanno partecipato alla messa e alle celebrazioni le 30 ospiti della casa e sorelle, fratelli e sacerdoti dalle diverse case in India.

La Casa di Kochi ospita una scuola per i giovani disabili del territorio e un centro fisioterapico.

celebrazioni al Cottolengo di Kochi, India

Un nuovo salone per la Casa di Palluruthy

A Kochi, nell’area di Palluruthy, c’è anche un altro centro cottolenghino che ospita 36 persone disabili ed è gestito dalla comunità dei Fratelli.

Durante la visita del Padre generale è stato inaugurato un nuovo salone per le attività dei residenti alla presenza dei volontari della Foundation mission Cottolengo e dei benefattori.

La Casa di Palluruthy occupa i propri ospiti con attività di agricoltura sociale e li assiste anche con cure fisioterapiche.

inaugurazione al Cottolengo di Palluruthy, India

I 25 anni del centro di Bangalore

Grande festa anche a Bangalore, dove il centro residenziale per ragazze disabili mentali gravi ha compiuto 25 anni.

Alla messa di celebrazione hanno partecipato il vescovo locale Bernard Moras, Padre Carmine Arice, vice Padre Giovanni Morero, fratel Marco Rizzonato e la provinciale dell’India suor Francesca Panakaparambil.

Erano presenti anche sorelle, fratelli e sacerdoti della diocesi e anche delle varie comunità indiane.

Finita la messa i festeggiamenti sono continuati con danze eseguite anche dalle ospiti del centro e poi con una cena condivisa.

Padre Arice a Bangalore, India

In India le 102 suore, gli 8 fratelli e i 17 sacerdoti gestiscono 20 case dedicate alla disabilità e ai vari servizi sanitari e di assistenza.

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