Scelte dolorose
17 Ago 2017

Scelte dolorose

17 Ago 2017

Scelte dolorose

 

 

 

Mi ha sempre colpito, nei libri di Gino Strada sulla medicina di
guerra, la lugubre necessita’ di dare codici ai pazienti, in modo da
non perdere tempo su quelli che hanno ferite lievi o su quelli che
comunque non sopravviverebbero all’intervento, cosi’ da concentrare le
poche risorse ed energie su coloro che si spera possano sopravvivere.
Naturalmente noi a Chaaria non facciamo alcuna selezione secondo
codici e cerchiamo di aiutare tutti, ma le circostanze sovente lo
fanno per noi.
Ieri sera ero stravolto da una giornata senza soluzione di continuo.
Dopo le 19 pero’ sono arrivati due addomi acuti quasi contemporaneamente.
Bisognava operare d’urgenza!
Entrambi erano molto gravi e per me si poneva il problema di chi
operare per primo.
Ho deciso di intervenire dapprima sul piu’ giovane: era grave pure
lui, ma la sua riserva vitale mi sembrava migliore.
Il secondo, sulla cinquantina, era proprio grave e quasi
incosciente…avevo la tentazione di non operarlo affato e di ritenerlo
perso, ma anche questa decisione mi pesa davvero troppo. Ecco perche’
ho comunque detto di prepararlo per la sala: ero stremato, ma non
sarei comunque riuscito a dormire se non avessi tentato il tutto e per
tutto per lui.
La laparatomia sul giovane paziente e’ stata complessa: era un volvolo
del tenue con ischemia e necrosi di un gran tratto di ileo. Ho dovuto
eseguire un’ampia resezione intestinale con susseguente anastomosi
ileo-colica.
Ero stanco ma soddisfatto…per altro, oggi il paziente sta andando
davvero bene nel primo giorno post-operatorio!
Uscito di sala dopo le 21, sapevo di dover affrontare un’altra
chirurgia simile. Ero stanco ma determinato.
La natura pero’ aveva gia’ fatto le sue selezioni ed il secondo
paziente era morto di morte naturale prima che io terminassi
l’intervento precedente:
“meglio cosi’- ho pensato- perche’, se fosse deceduto sul tavolo
operatorio, quasi sicuramente i parenti avrebbero dato la colpa a me”.
Selezione naturale?
Situazione insostenibile a Chaaria?
Il fatto e’ che quello che Gino Strada racconta (mi pare in
“Pappagalli Verdi”), noi lo viviamo ogni giorno, nostro malgrado.

Fr Beppe

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