Prolasso di cordone
22 Giu 2017

Prolasso di cordone

22 Giu 2017

Prolasso di cordone

 

 

Avevo appena lasciato la sala grande dopo un addome acuto.
Mbabu era impegnato perche’ il paziente era ancora intubato.
Mi vedo davanti Carol che con disperazione cerca una barella, in
questi  giorni impresa quasi impossibile, vista la densita’ dei
pazienti ed il numero di interventi; Carol non spreca molte parole e
mi dice: “prolasso di cordone”
In un attimo rivedo quanto mi e’ successo solo due giorni fa, quando
sono stato chiamato dalla cappella per la stessa ragione: allora avevo
inciso l’addome a paziente quasi sveglia ed avevo cercato di lottare
contro il tempo…ma la morte era arrivata prima di me, che mie ero
affannato invano.  Pur avendoci messo meno di sessanta secondi tra la
cute e l’utero, il piccolo non ce l’aveva fatta.
Anche oggi si trattava comunque di provare a lottare non solo contro
il tempo, ma contro i secondi.
Dalla nostra parte oggi avevamo  il fatto che la presentazione del
feto fosse podalica: quindi potevamo sperare che la parte presentata
non comprimesse molto il cordone contro la parete ossea della pelvi.
Mbabu non era disponibile perche’ stava estubando l’altro paziente.
Jesse oggi era di riposo.
Ovviamente l’unico anestesista presente ero io.
Apophie si e’ lavata alla velocita’ della luce.
Io ho dato il massimo con ketamine e valium…ed oggi, con nostra
grandissima gioia, abbiamo dato alla luce (insieme alla mamma
naturalmente!) una femminuccia che ha pianto quasi immediatamente,
ancor prima che tagliassimo quel cordone ombelicale che pochi minuti
prima procideva minaccioso attraverso il canale del parto.
L’ilarita’ si e’ diffusa immediatamente nella sala “piccola”: Apophie
era alle stelle; io ero davvero rilassato; le strumentiste ridevano e
scherzavano su tutto.
L’unica che ha dovuto attendere un po’ per condividere la nostra gioia
e’ stata la mamma, in quanto in quel momento dormiva saporitamente.

Fr Beppe

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