Operare un’amica
02 Ago 2017

Operare un’amica

02 Ago 2017

Operare un’amica

 

 

Quando una persona cara chiede di essere operata da te in persona per
un intervento di chirurgia maggiore, il tuo cuore si riempie di
pensieri contrastanti e di emozioni a volte incontenibili.

Da una parte provi una grandissima gioia perche’ il fatto che la tua
amica voglia te come operatore vuol dire che lei ha una fiducia totale
nei tuoi confronti e praticamente ti mette la sua stessa vita nelle
mani. Lo sai che avrebbe potuto andare da tanti altri medici, anche
piu’ famosi, ma invece ha voluto farsi operare da te. Sei consapevole
che ci sono ospedali piu’ belli, in cui avrebbe potuto avere una
sistemazione alberghiera piu’ confortevole: nonostante tutto, ella
vuole Chaaria, non per i cameroni congestionati di pazienti, ma per le
tue capacita’ chirurgiche e per la tua umanita’.
Tutto questo non puo’ che essere fonte di estrema soddisfazione
professionale ed umana, e quanto provi e’ il desiderio di abbracciare
la tua amica in modo da esprimerle il grazie per la fiducia che ti
accorda.

D’altra parte pero’ provi pure una grandissima paura: e’ un fatto
scontato che le complicazioni generalmente si abbattono piu’
frequentemente su parenti, amici e conoscenti. Ti senti in cuore una
responsabilita’ che a volte ti schiaccia: “e se qualcosa va storto? E
se non saro’ all’altezza della situazione? E se a meta’ intervento
trovo qualche complicazione, e non sono piu’ capace di finire?
La tentazione di dire: “grazie; apprezzo la tua fiducia, ma e’ meglio
che tu vada da uno con piu’ esperienza di me” e’ certamente
fortissima.
Ma nello stesso tempo lo vuoi fare; non vuoi deludere la fiducia
riposta in te; desideri che la soluzione del problema della tua amica
possa essere in qualche modo anche merito tuo.

Durante l’operazione poi si e’ superconcentrati ed un tantino tesi. In
sala non si sente un sussurro se non le richieste tecniche del primo
operatore alle assistenti. E la tensione scema solo dopo l’apposizione
dell’ultimo punto sulla cute e dopo che la paziente e’ completamente
sveglia.

Questi, e molti altri, sono i sentimenti che hanno caratterizzato la
mia giornata di oggi: e’ stato un martedi’ tremendo con ben quindici
operazioni; ma l’intervento che ha assorbito la maggior parte delle
mie energie psicologiche e’ stata la laparatomia per perforazione
intestinale su un’amica, che si e’ fidata di me ed ha voluto che fossi
io ad operarla.
La gioia che provo ora, vedendola a letto tranquilla e senza troppo
dolore, ha ampiamente ripagato tutti i dubbi ed i ripensamenti, tutte
le paure e le paranoie che mi ero fatto nella fase di preparazione
dell’operazione.

Ringrazio il Signore che ha guidato le mani mie e quelle del mio
splendido staff di sala.
Ora non ci resta che augurare alla paziente un post-operatorio sereno
e senza complicazioni.

Fr Beppe Gaido

 

 

 

 

 

 

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