Essere malati a Chaaria
05 Mag 2017

Essere malati a Chaaria

05 Mag 2017

Essere malati a Chaaria

 

 
E’ sempre un’esperienza un po’ particolare perchè in genere il lavoro
è così tanto e le responsabilità così pressanti che è impossibile
pensare di fare come fanno i dipendenti, e cioè prendersi due giorni
di mutua e riposare, oltre che prendersi le terapie.
Questa cosa vale sia per me che per fr Giancarlo.
E’ normale per entrambi curarsi continuando a lavorare.
Qualcuno mi dice che si tratta di mania di onnipotenza, e che dovrei
invece assolutamente staccare; altri mi dicono: “guarda che Dio è uno
solo…e non sei tu”.
Onestamente non mi sento Dio, quando decido di lavorare pur sentendomi malato.
E’ ovvio che mi metterei a letto se non ce la facessi a stare in
piedi; è normale che mi farei operare se ce ne fosse bisogno; sarebbe
obbligatorio stare lontano dai malati se avessi una malattia
contagiosa… ma è per me altrettanto lampante il fatto che, nei
limiti del possibile, bisogna curarsi in piedi, essendo presenti e
cercando di dare il massimo per gli altri, non perchè ci si sente
indispensabili, ma perchè, umilmente ma consapevolmente, si ha la
certezza di essere molto utili a questa macchina sempre più complessa
che è Chaaria.
In questi giorni ho avuto una parassitosi intestinale da ameba e
giardia; onestamente sono stato parecchio male, ma sono riuscito a
stare in piedi, e, con la terapia medica, sono stato in grado persino
di operare, di fare ecografie e gastroscopie, ed addirittura di
sorridere alla gente, pur con i crampi addominali che mi devastavano.
Ora sto meglio; sorridere mi costa di meno che negli ultimi tre giorni.
Mi rimane più che altro quella sensazione bruttissima che in bocca ti
lascia il metronidazolo, farmaco secondo me davvero tremendo anche se
efficace.
So che mi son preso i parassiti con l’insalata, che è un po’ il cibo
immancabile nella mia dieta…nonostante la parassitosi odierna, non
credo che riuscirò a farne a meno.
Adesso sono praticamente guarito; riposo meglio di notte (che brutta
l’insonnia!), e sono certo che le forze pian piano mi ritorneranno nei
prossimi giorni.

Fr Beppe

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